Nelle urine dei bambini affetti da autismo sono presenti composti chimici caratteristici, la cui determinazione faciliterebbe la diagnosi precoce della condizione, riporta New Scientist.

Jeremy Nicholson dell’Imperial College di Londra ha esaminato le urine di 39 bambini con autismo, 28 loro fratelli sani e 34 coetanei non imparentati. Utilizzando la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare, ha dimostrato che i risultati erano diversi e distinti per ciascuno dei tre gruppi, con l’urina dei bambini autistici marcatamente diversa da quella dei bambini sani e non imparentati. Lo scienziato ha attribuito queste differenze ai diversi batteri presenti nei bambini autistici. Tra le altre cose, secernono N-metil-nicotinamide (NMND), che probabilmente disturba lo sviluppo del cervello.

La scoperta può avvalorare l’ipotesi che le sostanze secrete dai batteri presenti nell’intestino possano contribuire alla malattia, che è spesso accompagnata da disturbi metabolici, sintomi come dolore addominale o diarrea e alterazioni della flora fecale.

Nel frattempo, Derrick Mc Fabre dell’Università dell’Ontario Occidentale in Canada ha scoperto che gli acidi grassi a catena corta prodotti dai batteri del clostridium possono causare cambiamenti reversibili, simili all’autismo, nel comportamento e nella biochimica cerebrale dei ratti.

La conferma dei risultati degli studi canadesi e britannici richiederà ulteriore lavoro: forse attraverso l’esame delle urine sarà possibile individuare l’autismo più precocemente rispetto al passato (ora è possibile all’età di 2-3 anni). Quanto più precoce è la diagnosi, tanto più efficace è il trattamento, anche nel caso dell’autismo. (PAP)


Fonte

  • https://www.medonet.pl/zdrowie/wiadomosci,badanie-moczu-moze-wykryc-autyzm,artykul,1614534.html