È l’età del padre, e non quella della madre, ad aumentare il rischio di autismo di un bambino. Questo perché il numero di mutazioni genetiche nello sperma aumenta con l’età, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

Come sottolinea Kari Stefansson dell’istituto deCODE Genetics di Reykjavik, a dispetto di quanto si pensava in passato, secondo cui il rischio di disturbi dello sviluppo in un bambino aumenta con l’età della madre, sono gli uomini a trasmettere più mutazioni genetiche.

Il team di Stefansson ha sequenziato i genomi di 78 famiglie in cui ai figli era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico o la schizofrenia.

I ricercatori hanno osservato che più il padre è anziano, maggiore è la possibilità che nella prole si verifichino varianti genetiche che possono portare ai suddetti disturbi, con una media di due mutazioni aggiunte ogni anno. Nelle donne, invece, il numero di mutazioni ereditate dal figlio non dipendeva dall’età. Tuttavia, va notato che i fattori genetici possono spiegare solo circa il 10% dei casi di autismo.

Anche se i ricercatori non sono in grado di dire quando gli uomini potrebbero iniziare a preoccuparsi di questa correlazione (soprattutto a causa del gran numero di altri fattori, compresi quelli ambientali, che influenzano la salute del bambino), i risultati concordano con quelli pubblicati ad aprile da ricercatori statunitensi, secondo i quali il rischio che il padre trasmetta mutazioni dannose è quattro volte superiore a quello della madre.

Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento del numero di bambini a cui è stato diagnosticato il disturbo dello spettro autistico, grazie anche a migliori strumenti diagnostici e a una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica. Si stima che 1 bambino su 88 negli Stati Uniti soffra di questo disturbo e 1 su 100 in Europa.


Fonte

  • https://www.medonet.pl/zdrowie/wiadomosci,wiek-ojca-zwiazany-z-ryzykiem-autyzmu-u-dziecka,artykul,1665992.html