Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), non diagnosticato e non trattato, può creare scompiglio nella vostra vita e colpire anche i vostri cari. Ogni anno, in ottobre, si celebra il Mese della Consapevolezza dell’ADHD, un momento per celebrare i progressi compiuti nell’educazione e nella difesa dell’ADHD, per comprendere il lavoro che deve ancora essere fatto e per sensibilizzare sull’importanza della diagnosi e del trattamento precoci. Senza la consapevolezza dell’ADHD, molti bambini e adulti continuano a lottare.

Ruth Hughes, Ph.D., è psicologa clinica, ex amministratore delegato e ora consulente speciale di CHADD (Children and Adults with Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), la principale organizzazione nazionale senza scopo di lucro per le persone con ADHD e le loro famiglie. È anche madre di un figlio adulto con ADHD e difficoltà di apprendimento. Ecco le sue riflessioni sulla consapevolezza dell’ADHD.

Perché la consapevolezza dell’ADHD è così importante

Si stima che negli Stati Uniti ci siano più di 10 milioni di persone affette da ADHD, sulla base di studi di prevalenza e dei dati del censimento del 2010. L’ADHD è anche uno dei disturbi infantili più comuni. Ciononostante, su Internet e sui media si trova un’enorme quantità di informazioni sbagliate e fuorvianti su questo disturbo. Inoltre, ci sono persone con ADHD che non hanno mai ricevuto una diagnosi, ma che hanno una vita piena di problemi direttamente collegati ai loro sintomi.

Obiettivi del CHADD e della Coalizione per la consapevolezza dell’ADHD

  • Educare le persone sul disturbo
  • Rafforzare la consapevolezza che l’ADHD è un disturbo reale.
  • Per ricordare che è altamente curabile
  • Evidenziare le scelte terapeutiche

Idee sbagliate sull’ADHD

L’idea sbagliata più evidente è la convinzione che l’ADHD non esista. Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è un disturbo neurologico ben documentato: il cervello di una persona con ADHD si sviluppa e funziona in modo diverso. Le ricerche sull’ADHD sono numerose e tutte le principali organizzazioni mediche e sanitarie degli Stati Uniti riconoscono la validità del disturbo. Gli individui non scelgono di avere questi sintomi, ma hanno la responsabilità di imparare a gestirli.

L’ADHD è un disturbo delle pari opportunità e non è il risultato di una cattiva educazione – un altro mito comune. Si può essere genitori eccezionali o terribili e avere comunque un figlio con ADHD. Una buona educazione aiuta il bambino a gestire meglio i sintomi, ma non previene l’insorgenza dell’ADHD. Esiste un forte legame genetico e la maggior parte delle famiglie è in grado di identificare altri membri della famiglia con gli stessi sintomi.

Un altro mito sull’ADHD è che chiunque possa riceverne una diagnosi sulla base di un elenco di comportamenti che tutti, prima o poi, manifestano. Non è questo il caso. Per una diagnosi corretta, la comparsa dei sintomi è solo il primo passo. Inoltre, i sintomi devono essere di lunga durata (almeno sei mesi) e persistere ogni giorno. I sintomi devono inoltre essere sufficientemente gravi da causare una significativa compromissione del funzionamento in una delle principali aree della vita, come la scuola, il lavoro, la famiglia o la vita sociale. Infine, è necessario escludere altre cause dei sintomi. Solo dopo aver compiuto tutti questi passi è possibile formulare una diagnosi di ADHD.

I tanti volti dell’ADHD

Per la maggior parte delle persone, l’ADHD è un disturbo che dura tutta la vita. Si può essere bambini, adulti o nonni in pensione e avere comunque l’ADHD. Come per molti disturbi, i sintomi possono essere espressi in modo diverso da persona a persona. Per una persona può essere un enorme problema di impulsività e iperattività. In un’altra persona potrebbe trattarsi della capacità di focalizzare l’attenzione.

Per alcune persone i sintomi sono molto lievi e facilmente controllabili, mentre per altre sono piuttosto gravi e dirompenti.

Più di due terzi delle persone con diagnosi di ADHD presentano anche altri disturbi co-occorrenti: depressione, difficoltà di apprendimento, ansia e disturbi dello spettro autistico, solo per citarne alcuni.

Le facce dell’ADHD sono tante, ma il messaggio più importante è che molte, moltissime persone con ADHD affrontano con successo il trattamento e conducono una vita piena e soddisfacente.

Come sensibilizzare l’opinione pubblica sull’ADHD

La scienza ci dice che il modo più efficace per affrontare lo stigma di qualsiasi tipo è conoscere qualcuno che soffre del disturbo che viene stigmatizzato. È facile dire che l’ADHD non esiste o che è causata da una cattiva educazione quando non si ha alcuna esperienza in merito.

Ma se i membri della famiglia possono imparare a parlare liberamente con gli altri: “Io ho l’ADHD” o “Un membro della mia famiglia ha l’ADHD”, questo di solito blocca le persone e apre la porta a un vero dialogo. Solo quando smetteremo di nasconderci, lo stigma e l’incomprensione scompariranno davvero.

Mese della consapevolezza dell’ADHD

Il Mese della consapevolezza dell’ADHD riunisce una serie di gruppi nazionali che si occupano di ADHD e salute mentale. I partner includono: Associazione per il Disturbo da Deficit di Attenzione (ADDA), ADHD Coaches Organisation (ACO) e Children and Adults with Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder (CHADD).

Inoltre, decine di altri gruppi sanitari e agenzie governative riconoscono e celebrano il Mese della consapevolezza dell’ADHD condividendo informazioni sul disturbo. Date un’occhiata al sito web del Mese della Consapevolezza e contribuite a diffondere la notizia.

Per maggiori informazioni

  • verywellmind.com/the-importance-of-adhd-awareness-20474